Le Borse europee restano orientate al rialzo a metà seduta, anche se con un’intensità più contenuta rispetto ai massimi toccati nelle prime ore di contrattazione. A Milano il clima resta costruttivo, ma il mercato prende fiato dopo un avvio più brillante: il Ftse Mib sale dello 0,5%, dopo essere arrivato a guadagnare oltre un punto percentuale in mattinata. Un andamento che fotografa bene il sentiment degli operatori, ancora improntato alla cautela nonostante la tenuta del listino. Nel resto d’Europa il quadro è simile: Parigi avanza dello 0,6%, Madrid dello 0,8%, Londra dello 0,1% e Amsterdam dello 0,4%, mentre Francoforte oscilla attorno alla parità. Sullo sfondo restano più prudenti i future di Wall Street, che indicano un avvio debole per la seduta americana e invitano gli investitori a non abbassare la guardia.
Geopolitica ed energia restano il vero motore dei mercati
A guidare i movimenti delle Borse continua a essere soprattutto il dossier geopolitico, con il mercato che segue da vicino gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. L’attenzione si concentra in particolare sull’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum dato da Washington a Teheran per l’apertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per gli equilibri energetici mondiali. È proprio questa tensione a sostenere ancora una volta il comparto delle materie prime. Dopo una breve flessione, il petrolio ha ripreso a salire: il Brent guadagna lo 0,3% a 110 dollari al barile, mentre il Wti sale dell’1,2% a 113,7 dollari. Ancora più marcato il movimento del gas naturale, con il contratto di Amsterdam in progresso del 3,2% a 51,6 euro al megawattora. Segnali che confermano come, in questa fase, sia l’energia il primo indicatore della tensione percepita dagli operatori.
A Piazza Affari acquisti selettivi
Sul fronte azionario, Piazza Affari si muove in ordine sparso, con gli acquisti concentrati su pochi nomi ben definiti e vendite altrettanto nette su alcuni titoli sotto pressione. La migliore del listino è Inwit, che sale del 6% e si conferma tra i titoli più dinamici della giornata. Bene anche StMicroelectronics (+5,5%), sostenuta dall’effetto positivo dei conti di Samsung e dalle aspettative favorevoli sulla domanda di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale, tema che continua a trainare il comparto tecnologico. In evidenza anche Fincantieri (+2,5%), sostenuta sia dalla partnership negli Stati Uniti sia dalla promozione di Jefferies, che ha rivisto il giudizio sul titolo portandolo da Hold a Buy. Di segno opposto invece la performance di Leonardo (-7,3%), che resta in fondo al listino zavorrata dalle indiscrezioni sull’eventuale uscita dell’amministratore delegato Roberto Cingolani. Fuori dal paniere principale, corre NewPrinces (+14,4%), spinta dall’accelerazione del buy-back e dalle voci su possibili nuove operazioni di fusione e acquisizione.
Valute e oro completano un quadro ancora dominato dall’incertezza
Sul mercato valutario i movimenti restano relativamente ordinati, ma inseriti in un contesto che continua a riflettere nervosismo e prudenza. L’euro scambia a 1,55 dollari e vale anche 184,5 yen, mentre il cambio dollaro/yen si attesta a 159,7. Si muove poco invece l’oro, che resta in area 4.650 dollari l’oncia, segnale di un mercato che per ora non sta accelerando in modo deciso verso i beni rifugio, pur restando estremamente sensibile al quadro internazionale. Nel complesso, la fotografia di metà giornata mostra un’Europa positiva ma meno brillante rispetto all’avvio, con Piazza Affari che tiene il segno più senza però riuscire a imprimere una vera accelerazione. E finché il fronte geopolitico resterà così centrale, saranno soprattutto petrolio e gas a scandire il ritmo delle sedute.
La prima seduta europea dopo la pausa di Pasqua riparte senza una direzione unica e con il barometro dei mercati puntato soprattutto sulla crisi internazionale. A dominare il clima finanziario non è soltanto l’andamento dei listini, ma il peso di una tensione geopolitica che rischia di spostare rapidamente umori, capitali e aspettative. L’apertura contrastata delle Borse del Vecchio Continente racconta infatti una cautela diffusa, mentre gli investitori osservano con crescente attenzione l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum statunitense all’Iran.
Avvio contrastato nelle piazze europee
L’Europa riparte in modo disomogeneo e senza una vera direzione comune. Nei primi minuti di scambi, Francoforte arretra dello 0,03%, mentre Londra sale dello 0,17%; Parigi si muove in territorio positivo con un progresso dello 0,52%, Amsterdam invece cede lo 0,26% e Madrid avanza dello 0,33%. Un quadro che riflette prudenza, selettività e un mercato ancora in cerca di un equilibrio stabile.
La geopolitica torna al centro del mercato
A orientare il sentiment degli operatori è soprattutto il dossier Iran, che torna a occupare il centro della scena finanziaria. L’attenzione si concentra sulla scadenza fissata per oggi alle 20 ora locale, corrispondenti alle 2 di notte in Italia tra martedì e mercoledì. Sullo sfondo pesa la minaccia americana di un intervento rapido e devastante, un elemento che accresce la tensione e alimenta la cautela degli investitori.
Listini prudenti davanti al rischio escalation
La reazione dei mercati segnala una fase di attesa più che di vero allarme, ma il nervosismo resta evidente. In contesti come questo, anche variazioni contenute assumono un significato più ampio, perché indicano la difficoltà degli operatori nel prezzare uno scenario che può cambiare nel giro di poche ore. La tenuta di alcune piazze e la debolezza di altre restituiscono così l’immagine di un’Europa finanziaria ancora sospesa tra prudenza e rischio.
Tokyo chiude positiva, ma il quadro resta fragile
Dalla piazza asiatica arriva un segnale moderatamente favorevole: il Nikkei 225 di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,21%, a quota 53.934 punti. Un dato che offre un riferimento utile, ma che non basta a sciogliere le incertezze che dominano l’avvio europeo. Per i mercati, il nodo vero resta ora politico e strategico: finché la crisi non troverà uno sbocco chiaro, la volatilità rischia di restare la cifra dominante della giornata.