"Rischio di uno scontro tra potenze nucleari": cosa c'è dietro l'allarme della Russia

Scritto il 26/05/2026
da Federico Giuliani

Mosca denuncia il rafforzamento atomico dell’Alleanza e simula l’impiego di armi nucleari con 64mila militari

Il messaggio è chiaro, limpido e diretto. La Russia ha lanciato un avvertimento emblematico alla comunità internazionale spiegando che i rischi di uno scontro tra potenze dotate di armi nucleari stanno aumentando giorno dopo giorno. Per il vice ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Ryabkov, ci sono pochi dubbi: "È in corso un rafforzamento serio e a più livelli del potenziale complessivo della Nato nel settore nucleare, che ha conseguenze strategiche di vasta portata". A detta dello stesso Ryabkov, nelle capitali europee si sta diffondendo sempre più la narrativa di una "minaccia imminente di una guerra ad alta intensità" con la Russia. Nel frattempo, l'esercito russo ha effettuato tre giorni di esercitazioni (dal 19 al 21 maggio scorsi) sulla preparazione e l'impiego delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione, con decine di migliaia di militari coinvolti in tutto il Paese.

L'allarme della Russia

Intervenendo a una tavola rotonda sulla stabilità strategica durante il Forum internazionale per la sicurezza, in scena a Mosca, Ryabkov ha acceso i riflettori su un ipotetico testa a testa tra potenze nucleari, riferendosi all'eventualità che Russia e Nato possano scontrarsi tra loro.

"A causa delle azioni distruttive dell'Occidente collettivo", si sono accentuati i contrasti tra le potenze nucleari che fanno parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, e ciò porta a un "aumento dei rischi strategici, che potrebbero sfociare in scontri militari diretti tra le suddette nazioni, con conseguenze potenzialmente catastrofiche", ha detto il vice ministro degli Esteri russo.

In precedenza, Ryabkov aveva già commentato alla Tass in merito a questa escalation tra le parti, comprendente anche azioni apertamente provocatorie nella sfera nucleare: "I rischi strategici stanno aumentando, così come il pericolo di uno scontro frontale tra la Nato e il nostro Paese (la Russia ndr), con tutte le conseguenze potenzialmente catastrofiche che ciò comporterebbe".

La cessazione del trattato New START con Washington ha formalmente liberato le due maggiori potenze nucleari mondiali, Stati Uniti e Russia, da una serie di limitazioni reciproche. Dal canto suo, Mosca ha più volte riferito di voler mantenere un approccio responsabile alle proprie capacità nucleari strategiche. Tuttavia, Vladimir Putin ha anche affermato che lo sviluppo delle forze nucleari russe rappresenta una priorità assoluta.

Rischio nucleare

Non è un caso che la scorsa settimana, almeno secondo quanto riferito dal Cremlino, la Russia abbia testato con successo il nuovo missile balistico intercontinentale RS-28 Sarmat, noto anche come Satan-2. Si tratta di un missile intercontinentale da circa 208 tonnellate, lanciato da silo sotterranei e progettato per trasportare testate nucleari verso obiettivi situati a migliaia di chilometri di distanza, negli Stati Uniti o in Europa.

Il ministero della Difesa ha dichiarato che le ultime esercitazioni nucleari, alle quali hanno partecipato 64.000 militari, oltre 200 lanciatori di missili, 140 aerei, 73 navi di superficie e 13 sottomarini, hanno incluso la simulazione delle procedure di lancio per le armi nucleari tattiche russe dislocate in Bielorussia.

Un video dell'esercitazione ha in effetti mostrato le forze nucleari russe che si muovevano in convoglio attraverso una zona fittamente boscosa, mimetizzando i loro veicoli e sollevando un tubo di lancio in posizione di tiro. Il Cremlino ha impiegato anche l'Iskander-M, un sistema missilistico mobile guidato con il nome in codice SS-26 Stone, i cui missili guidati – dotati di una gittata fino a 500 km - possono trasportare testate convenzionali o nucleari. Le tensioni aumentano.