E sono cinque. Vincenzo De Luca è eletto per la quinta volta sindaco. Salerno riabbraccia il proprio re. Festeggiamenti light. De Luca prepara la sala conferenza ma poi affida a una nota stampa il commento al risultato elettorale: "Ringrazio di cuore i miei concittadini per un voto importante, che conferma, ancora una volta, la solidarietà, il sostegno e l'affetto che mi hanno sempre concesso. È un voto che mi riempie d'orgoglio e mi emoziona, per il quale esprimo la mia più profonda gratitudine e mi impegna a realizzare fino in fondo il programma di rilancio della città che abbiamo proposto. Ringrazio affettuosamente tutti i nostri candidati per il loro impegno appassionato, in una battaglia non semplice. Da domani saremo al lavoro per la nostra comunità, in maniera concreta, senza respiro" commenta quando il risultato è consolidato.
Lo sceriffo ritorna 33 anni dopo la prima vittoria a Salerno. E stavolta non ha bisogno del Pd. Con un consenso bulgaro, l'ex governatore della Campania si aggiudica la sfida alle comunali. De Luca si attesta sotto il 60% dei voti. Non pervenuto il centrodestra che con il candidato di Fratelli d'Italia Gherardo Marenghi non va oltre il 20%. Stessa sorte alla sinistra-grillina che schiera Franco Massimo Lanocita fermo al 15%. De Luca fa un solo boccone degli avversari.
È stata una passeggiata nel suo passato. Nel ritorno al primo amore De Luca ritrova la vecchia squadra: l'ex assessore Nino Savastano, Franco Picarone e Peppe Zitarosa. Dopo l'addio alla Regione lo sceriffo ha "imposto" le dimissioni del sindaco di Salerno Enzo Napoli, per liberare la poltrona. Una prova di forza confermata dai numeri bulgari di ieri. De Luca riparte dal sindaco sceriffo: sicurezza e ordine saranno le sue priorità. Con gli occhi già puntati alla Provincia di Salerno.
L'obiettivo è ora quello di sfrattare il neopresidente della Provincia di Salerno Giuseppe Parente per prendere il suo posto. Elly Schlein pensava di essersi liberata del cacicco De Luca. Se ne trova due. Il papà sindaco di Salerno, il figlio coordinatore campano del partito. Stefano Bonaccini, presidente nazionale del partito, è il primo a complimentarsi: "Io l'ho avuto come collega per tanti anni. De Luca è bravo e stimato. È un grande amministratore. Ha modi che conosciamo, ma nel momento in cui ti votano i cittadini della tua comunità o sbagliano tutti a votare o percepiscono che sei un grande amministratore". De Luca era appoggiato da una serie di liste (Progressisti per Salerno, Dc Democrazia Cristiana-Insieme per Salerno, Avanti-Psi, Salerno per i giovani, Cristiani democratici, A testa alta, Davvero ecologia & diritti). In campagna elettorale De Luca si è visto spesso in compagnia della compagna e del figlio (secondogenito) Roberto. Assente, per evidente imbarazzo, il figlio Piero che è anche coordinatore regionale dei democratici. A 77 anni compiuti lo sceriffo è pronto alla nuova giovinezza. Da tenere sott'occhio i rapporti con il neogovernatore della Campania Roberto Fico con cui De Luca non è mai tenero. È pronto a rimettere paletta e cappello, iniziando la sua battaglia contro cafoni e vu cumprà.