Repulisti di Cardinale: via Allegri e dirigenti, resta soltanto Ibra. Ecco il nuovo Milan

Scritto il 26/05/2026
da Franco Ordine

Licenziati anche Tare, Furlani e Moncada. "È il mio primo giorno da proprietario"

Il lunedì rivoluzionario di Gerry Cardinale è cominciato dopo una notte insonne, condivisa con Ibra che resta al suo fianco nell'azionariato RedBird, e utilizzata per rifare l'esame degli errori commessi e maturare le scelte inevitabili. Comunicate, poi, sul far della sera, attraverso un comunicato con il quale il club ha congedato in un colpo solo l'ad Giorgio Furlani, il ds Igli Tare, l'allenatore Max Allegri e il capo scouting Jeffrey Moncada. "È questo il mio primo giorno da proprietario del Milan" la spiegazione didascalica offerta da Cardinale ai suoi collaboratori mentre davanti agli uffici di casa Milan venivano affissi gli striscioni polemici dei tifosi amareggiati e delusi. Non sono una novità perché centinaia di messaggi di protesta sono arrivati direttamente al cellulare del numero uno di RedBird. Della catena attuale di comando rossonera sono rimasti ai loro posti Calvelli (membro del board, si fida di lui), appena sbarcato nel mondo Milan, e Paolo Scaroni a cui è stato affidato il dossier del nuovo stadio sapendo bene che non ha nelle sue corde l'interesse per i rapporti politici all'interno del calcio italiano. Una notte per fare "piazza pulita" come si dice in gergo, qualche giorno in più invece sarà indispensabile per ridisegnare il nuovo assetto societario che deve tener conto delle linee guida, economico-finanziarie e tecniche, e che nella testa di Cardinale e Ibra sono scolpite in maniera precisa. Con una conseguenza viziosa: da oggi non ci sono più gli interlocutori per parlare di prestiti, rinnovi di contratto e strategie future. Ci sarà solo Ibra al comando, in attesa dei sostituti.

L'ALLENATORE

Il prossimo tecnico del Milan (non per forza uno di scuola italiana, si pensa anche allo spagnolo Iraola) ha un profilo di riferimento alla Ferguson o alla Klopp dal punto di vista stilistico (non il 3-5-2 per capirsi), non trova riscontro la candidatura di Antonio Conte. Già un anno fa - con Ibra alla guida - non fu preso in considerazione (furono scelti prima Fonseca e poi Conceiçao)- mentre cominciano a circolare altri nomi, stranieri, su cui lo stesso patron del Milan si riserva l'ultima parola. La perdita secca della Champions, con relativo bonus di 70-80 milioni, viene considerata l'occasione per voltare pagina dal punto di vista dello stile di gioco da dare alla squadra fino a ieri di Allegri nei confronti della quale si sentono riecheggiare gli stessi rilievi critici ascoltati nel giro dei no Max, insomma fatta apposta per non perdere invece che per tentare di vittoria. Il quesito inevitabile è questo: conoscendo lo stile di Allegri perché fu scelto l'estate scorsa? Pensarono che sarebbe stata la via più veloce per ripartire subito. Non solo. La mancata conquista della Champions, a conti fatti, con lo scatto contrattuale previsto di un altro anno di stipendio (da 5 a 6 milioni) ora è quasi diventata una sorta di sollievo!

DOPO FURLANI

Già un anno fa, dopo la fallimentare stagione dell'ottavo posto e della finale di coppa Italia persa, Giorgio Furlani, ricevuto negli Usa, discusse del mandato giudicato positivo per la cura dei conti ma nel frattempo le fratture intervenute tra le varie componenti del club hanno inciso sulla decisione di interrompere il rapporto di fiducia già presa in considerazione da RedBird nel mese di gennaio 2026 quando ci fu il saldo del debito Elliott. Anche per questo ruolo sono esclusi ritorni romantici (Adriano Galliani fu incontrato l'estate scorsa, ndc) ed è allo studio una scelta tra potenziali candidati (3) probabilmente di scuola anglo-sassone (come il primo Gazidis per intendersi). A ruota l'uscita di Moncada può assumere un significato quasi didascalico: per segnare cioè una netta discontinuità rispetto alla precedente gestione.

DA LEAO A MODRIC

In questi mesi di contatti più frequenti di Gerry Cardinale con Milanello e le visite allo spogliatoio concentrate nelle due settimane, sono finiti sotto la lente di ingrandimento anche le caratteristiche dei calciatori, la loro personalità per intendersi. E si sa bene che fin dai tempi di Pioli, Leao non è mai stato considerato un leader capace di trascinare il gruppo mentre Pulisic è arrivato a fine stagione con le ruote a terra. Piuttosto il temperamento di altri come Modric, Saelemaekers, Pavlovic invece è stato particolarmente apprezzato.

MALDINI

Il ritorno di Paolo Maldini, invocato dalla maggioranza del tifo milanista, è un argomento tabù ormai e non solo per i suoi recenti contatti con il calcio turco. All'epoca, appena arrivato dopo lo scudetto del 2022, Cardinale gli diede carta bianca sull'area tecnica e spiegò poi che l'ex capitano, fenomenale da calciatore, non aveva fatto squadra col resto del club e inseguiva una sua visione calcistica.