“Non è un’aggressione”. Parla uno dei docenti di Parma accerchiati: cos'è successo

Scritto il 26/05/2026
da Francesca Galici

Uno dei professori del video ha rilasciato un’intervista sottolineando che né lui né il suo collega hanno subito danni e stigmatizzando chi ha ripreso quelle immagini

Il video di Parma, con i due docenti che vengono accerchiati da un gruppo di giovani in reazione a un rimprovero fatto a uno di loro, studente del liceo in cui lavorano i docenti, ha rapidamente fatto il giro del web. E l’ha fatto per quella che tutti hanno percepito come violenza del gruppo contro due. Tuttavia, oggi i docenti riscrivono la storia, affermano di non essere mai stati colpiti dai colpi sferrati dal gruppo e che il fatto è stato strumentalizzato a livello politico. Hanno già dichiarato che non intendono sporgere alcuna denuncia per quanto accaduto e la scuola, pur riconoscendo la gravità, ha spiegato che sta valutando provvedimenti disciplinari educativi e non punitivi.

Uno dei professori, sentito da Rai News, ci tiene a precisare che “non è un’aggressione perché i protagonisti, due insegnanti e un gruppo di ragazzi, sapevano benissimo la causa di quei fatti”. Così il docente ha spiegato quel video che per tutta Italia, però, appare come un’aggressione: si vedono calci, si vedono cinture usate come fruste e gesti intimidatori. Il docente non la considera, invece, un’aggressione e non vuole personalizzare quanto accaduto, per questo motivo preferisce non mostrarsi nemmeno in volto. “Io e il mio collega non siamo stati massacrati, nessuno dei ragazzi è riuscito a toccarmi, e dico a toccarmi, come si vede nel video, e infatti io verso la fine ricompaio assolutamente intonso. Il mio collega ha bloccato a terra un ragazzo, lo ha tenuto a terra per tutto il tempo e benché si veda nel video un ragazzo usare una cintura, non un bastone, quando si è rialzato mi ha letteralmente detto che non si è nemmeno accorto di avere subito quelle che i video e i commentatori hanno definito frustate”.

Il docente ha poi spiegato di non volere sminuire quanto accaduto ma ci tiene a sottolineare che “chi ha usato quel video rilanciando dalla propria pagina Facebook con commenti di altre persone inneggianti Hitler e lanciafiamme ha commentato citando delle sciocchezze”. La posizione del docente è molto ferma e chiara, da parte sua quella non è un’aggressione e quanto accaduto non sarebbe dovuto diventare virale. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo su Rai Uno a “Storie Italiane”, ha definito quanto accaduto “indubbiamente grave” ma, ha aggiunto, “bisogna andare anche alle radici, capire perché: noi abbiamo iniziato con l'educare al rispetto, alle relazioni, all'empatia nelle nostre scuole e abbiamo avviato anche dei percorsi di aiuto psicologico per affrontare il disagio dei nostri giovani”. Queste misure, ha aggiunto, “daranno i loro frutti sul medio, lungo periodo, certo non in poche settimane” ma “qualche effetto positivo hanno iniziato già a produrlo perché se confrontiamo i dati, nell'anno scolastico 2023-2024 le aggressioni al personale scolastico erano state 72, quest'anno sono state 51. Quindi c'è stato un netto calo”.