"Restiamo umani"

Scritto il 26/05/2026
da Serena Sartini

L'enciclica "Magnifica Humanitas" di Leone: "L'IA inciderà più della rivoluzione industriale, va disarmata e promossa la dignità delle persone"

"Disarmare l'IA" e "restare umani". È l'imperativo che emerge con forza dalla prima Lettera Enciclica di Papa Leone, firmata il 15 maggio e resa pubblica ieri mattina, dal titolo "Magnifica humanitas", sulla custodia della persona umana nel tempo dell'Intelligenza artificiale. È lo stesso Papa, in una prima storica, a presentare il documento. Aula del Sinodo gremita, applausi durante l'intervento di Prevost, che condanna con forza l'esaltazione degli algoritmi e dei big data, se questi perdono di vista "la dignità dell'essere umano" che rischia "di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione". Disarmare l'IA per "sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva", scandisce il Pontefice in quello che è già considerato un manifesto programmatico che richiama in più punti la Rerum Novarum, nel 135° anniversario dalla sua promulgazione da parte di Leone XIII. Un trattato, quello del Papa di Chicago, di 231 pagine, diviso in 5 capitoli, oltre all'introduzione e alla conclusione, da cui emerge forte il grido sull'urgenza a non perdere l'umanità. "Non significa essere contro il progresso - precisa - ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana" e "servire il bene comune".

Il Pontefice matematico mette in guardia dai poteri delle Big Tech e dal rischio di "concentrare la tecnologia nelle mani di pochi", aumentando un divario già presente. In troppi casi, "oggi nel contesto digitale, il controllo delle piattaforme, delle infrastrutture" è nelle mani di pochi magnati. Lo ascolta il cofondatore di Anthropic. Chiede responsabilità, condivisione, solidarietà, attenzione ai poveri, ai fragili, affinché sia "assicurato un accesso equo alle opportunità". Altrimenti "si crea un nuovo squilibrio". Il pericolo dell'IA è anche legato alle guerre attuali. "Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della guerra giusta, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto", sottolinea il Papa. E ancora: "Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile". "Qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione è gravemente immorale e pertanto inaccettabile". Una condanna anche a "chi usa il nome di Dio per legittimare terrorismo, violenza o guerra" perché "combattere in nome della religione significa, in realtà colpire la religione stessa".

Presentandola in Vaticano, Leone sottolinea come "la trasformazione" digitale sia "di dimensioni simili" se non addirittura "con conseguenze più grandi" della rivoluzione industriale affrontata da Leone XIII nella Rerum Novarum. Traccia anche un parallelo con il nucleare: "Come per l'energia nucleare, anche l'Intelligenza artificiale deve essere a servizio di tutti e del bene comune". Infine, attenzione: non si trasformi in "strumento di dominio, di esclusione e di morte". Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, l'azienda americana di IA, accetta la sfida: "Abbiamo bisogno di critici informati e di voci morali". Lo ringrazia il Papa: "Accolgo il vostro invito a camminare insieme". "Questo scambio esprime chiaramente la gravità del momento, così come la fiducia che, insieme possiamo discernere le grandi questioni del nostro tempo e quindi il futuro dell'umanità", conclude Leone.