«Negli Usa la domanda di auto resta solida, nonostante le difficoltà geopolitiche, grazie agli acquirenti con redditi più elevati»: la stima relativa al 2026 è di Jd Power ed è stata illustrata all’Auto Show di New York, tuttora in corso. Una previsione che vede protagonisti soprattutto gli utenti con maggiore possibilità, quindi in grado di sopportare listini più cari e costi del carburante più alti. Jd Power vede il 2026 chiudere con 16,3 milioni di auto immatricolate, in linea con il 2025 quando Oltreoceano è stato raggiunto il miglior risultato dal 2019.
Dunque, una congiunzione astrale favorevole a Stellantis il cui ceo Antonio Filosa ha dato il via al rilancio del gruppo proprio dal mercato Usa. Il primo trimestre del 2026, in proposito, ha visto Stellantis realizzare un +4%.
«Entro dicembre arriveranno nuovi modelli: Chrysler Pacifica rinnovata, Jeep Recon, Ram 1500 Srt Trx e Ram Power Wagon Diesel. Il tutto con il cliente al centro delle nostre attività», ha fatto sapere Filosa ai dipendenti di Stellantis negli States nella recente lettera in cui li ha ringraziati per l’impegno e la fiducia. Una nuova dimostrazione di come il ceo sia riuscito, in poco tempo, a ristabilire i rapporti con i lavoratori e il sindacato Uaw, dopo le forti tensioni innescate dalla gestione del suo predecessore Carlos Tavares.
Nel report, Jd Power ha sottolineato come l’industria automobilistica continui a dimostrare una maggiore resilienza grazie alla capacità di rispondere efficacemente alle mutevoli condizioni di mercato. «Non c’è dubbio che l’attuale situazione in Medio Oriente renderà più difficile fare previsioni nel breve, e i rischi a lungo termine per le vendite di auto sono significativi, ma i fondamentali restano solidi per un anno positivo», il commento di Thomas King, a capo della divisione automotive di Jd Power. Il nodo da sciogliere resta comunque quello dell’accessibilità economica dei veicoli nuovi.
Intanto, secondo Bloomberg il gruppo Stellantis avrebbe avviato negoziati preliminari per produrre veicoli elettrici in Canada con il partner cinese Leapmotor. Interessato sarebbe il sito di Brampton, attualmente fermo. Da capire la reazione della Casa Bianca all’ipotesi. La precisazione. al riguardo, del gruppo: «Stellantis continua a concentrarsi su una solida presenza in Canada e sta valutando attivamente i futuri programmi per Brampton, con l’obiettivo di garantire che qualsiasi decisione di investimento sia sostenibile e rappresenti un impegno a lungo termine a sostegno dei lavoratori e dei fornitori ». A inizio anno il premier canadese Mark Carney aveva raggiunto un accordo con Pechino per ridurre i dazi sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese, con l’apertura a nuovi investimenti in joint venture.

