Gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, dopo l'incremento degli attacchi con droni contro Israele. La soffiata a Channel 12 arriva da un alto funzionario statunitense e la previsione potrebbe materializzarsi molto presto.
Il cessate il fuoco in Libano in teoria è in vigore dal 17 aprile, ma lo Stato ebraico e Hezbollah hanno continuato a scontrarsi, ed entrambe le parti si accusano a vicenda di aver violato la tregua. Il gruppo militante libanese, sostenuto dall'Iran, è entrato in guerra in segno di solidarietà a fianco del suo protettore, la Repubblica islamica, a marzo. I combattimenti si sono intensificati nelle ultime settimane, e il timore è che il conflitto possa trasformarsi in un'altra guerra su vasta scala. L'Iran ha ripetutamente chiesto la fine delle ostilità nel Paese dei cedri come parte dell'accordo che porrebbe fine alla guerra con gli Stati Uniti. Se il Libano venisse incluso nell'intesa tra Washington e Teheran, "Hezbollah probabilmente lo presenterebbe come una vittoria o la prova che l'Iran rimane potente ed è l'unico in grado di spingere gli Stati Uniti a imporre a Israele un cessate il fuoco", spiega Paul Salem, analista del Middle East Institute di Washington. "Questo rafforzerebbe la loro determinazione e la fiducia nel fatto che l'Iran non stia scomparendo dalla regione e li porterebbe ad assumere una posizione più intransigente a livello interno". Le questioni fondamentali alla base della guerra nel Paese dei cedri sono il disarmo di Hezbollah e il ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese.
Dal punto di vista di Israele, la situazione è preoccupante per la sua sicurezza nel nord. Centinaia di abitanti della Galilea hanno trasferito la residenza e iscritto i figli in scuole lontane per sottrarsi ai continui lanci di droni di Hezbollah, segnale di una perdita di fiducia nel governo. Le comunità a ridosso del confine non hanno il tempo materiale per correre nei rifugi quando scattano le sirene. I ministri di estrema destra in risposta chiedono un'intensificazione dei combattimenti in Libano, in vista di un potenziale accordo tra Iran e Stati Uniti che presto potrebbe frenare l'azione israeliana contro il gruppo sciita. Nelle ultime settimane Hezbollah ha utilizzato droni kamikaze che possono eludere le sofisticate tecnologie di disturbo israeliane. Israele ha risposto con nuovi raid, ieri sulla città di Tiro.
Per il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich "i droni esplosivi che colpiscono i nostri combattenti non sono un decreto divino. Per ogni drone, dovrebbero crollare 10 edifici a Beirut". Smotrich ha fatto anche sapere di aver approvato un budget di 693 milioni di dollari "per soluzioni tecnologiche alla minaccia dei droni". Anche l'altro ministro ultranazionalista, Itamar Ben Gvir, ha tuonato: "È ora che il premier batta i pugni sulla scrivania del presidente Trump e gli dica che stiamo tornando in guerra in Libano. Bisogna tornare a una guerra ad alta intensità".
Libano e Israele hanno avviato il mese scorso storici colloqui mediati dagli Stati Uniti e si stanno preparando per un quarto round a inizio giugno, preceduto da un incontro tra delegazioni militari al Pentagono il 29 maggio. Il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran giunge in un momento complicato per Hezbollah in Libano. Il gruppo è malvisto dall'opinione pubblica per aver trascinato il Paese in due guerre con Israele in poco più di due anni. Il governo libanese ha cercato di sfruttare il malcontento per allentare la presa del movimento sullo Stato. Un accordo che includa il Libano potrebbe rendere più difficile per Beirut ridurre l'influenza del Partito di Dio. Tuttavia non c'è alcuna illusione che il Paese venga coinvolto nella stesura dell'accordo per il suo futuro. Sui social media circolano meme e caricature che mostrano il presidente Joseph Aoun e il primo ministro libanese Nawaf Salam in attesa di una chiamata da Trump per sapere cosa avessero deciso gli Stati Uniti e l'Iran riguardo alla guerra nel loro Paese.

