Se la spallata immaginaria non arriva mai

Scritto il 26/05/2026
da Gabriele Barberis

Suonano grotteschi i proclami lanciati le scorse settimane da Elly Schlein e Giuseppe Conte

Tra l'"avviso di sfratto" e il "vi manderemo a casa" c'è sempre di mezzo un fattore non indifferente: la volontà degli elettori.

Dopo il primo turno delle amministrative, suonano grotteschi i proclami lanciati le scorse settimane da Elly Schlein e Giuseppe Conte. Erano convinti di avere preparato un piano perfetto contro la Meloni da attuare in appena sessanta giorni, dal referendum sulla giustizia alla tornata di elezioni comunali in tutta Italia. Uppercut sotto il mento con la vittoria del No e gancio micidiale con le Amministrative per mandare il governo al tappeto. Ma non ha funzionato nulla, una replica fuori dalla storia della "gioiosa macchina da guerra" della sinistra che si era convinta di sfondare Berlusconi nel 1994. Il voto nei Comuni non è andato come speravano gli architetti di un "campo largo" che continua ad ampliarsi in modo indefinito, ma solo nell'aprirsi a fasce radicali e nichiliste che non immaginano certo di andare allo scontro sociale armati solo di piani regolatori e delibere di giunta. La grande illusione della sinistra italiana è stata quella di avere costituito una maggioranza di cittadini desiderosi di un ribaltone politico. Quelli che si sono precipitati a votare No al referendum non tanto per opporsi a una riforma costituzionale, ma per proclamare la fine dell'esperienza del centrodestra a Palazzo Chigi. Le schede scrutinate ieri sera, in 743 Comuni hanno detto altro: la coalizione di governo ha superato in scioltezza un altro ostacolo, non virtuale ma democratico come una consultazione elettorale. Milioni di cittadini hanno scelto i rispettivi sindaci (moltissimi di centrodestra) più che lanciare oscuri messaggi di malcontento ai naviganti. Dove si giocherà la rivincita? Semplice: alle elezioni politiche del 2027. Al netto di nuovi casi Almasri, fantasiosi avvisi di garanzia, vicende private trasformate in casi di Stato. La strada sembra spianata verso la fine della legislatura. E forse anche a sinistra cominceranno a stancarsi di giocare tutte le carte sulla spallata che non arriva mai.