da Roma
"Aspettiamo numeri certi". I seggi sono chiusi da ore, ma l'indicazione che arriva da Palazzo Chigi ai vertici di Fratelli d'Italia è quella di muoversi con cautela, almeno finché il distacco a Venezia non sarà più recuperabile. Su 749 comuni al voto - per un totale di 6,6 milioni di italiani chiamati alle urne - quella del capoluogo veneto è infatti la partita più importante. Per molte ragioni. C'è il dato tecnico, visto che Venezia è uno dei due capoluoghi di regione in cui si vota. E c'è il dato politico, con diverse declinazioni. La prima è che dopo il caos della Biennale e quello della Fenice con il caso di Beatrice Venezi, il centrodestra era dato indietro da tutti i sondaggi. La seconda riguarda invece la campagna elettorale, con i leader del campo largo - Elly Schlein e Giuseppe Conte - che sono stati personalmente in Laguna per tirare la volata al candidato del centrosinistra. Insomma, vincere o perdere a Venezia ribalta in un senso o nell'altro il risultato complessivo dell'intera tornata amministrativa.
Di qui la prudenza di Meloni, che rompe gli indugi poco dopo le sette di sera. A Venezia si sono appena superate le cento sezioni scrutinate (su 256) e Simone Venturini (assessore uscente della giunta guidata da Luigi Brugnaro) si attesta sul 54% contro il 36% del dem Andrea Martella. Insomma, non solo il centrodestra vince contro ogni pronostico, ma lo fa pure al primo turno ed evitando il ballottaggio. Così, mentre il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli scende all'ingresso di via della Scrofa per parlare con i giornalisti presenti, la premier si affida ai social per "rivolgere gli auguri di buon lavoro ai sindaci eletti". Con un eloquente post scriptum: "P.S. E anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani". A puntare diretto sull'opposizione, invece, è Donzelli. "Normalmente - dice - dalle elezioni amministrative non è mai utile trarne un risultato nazionale. Prendo però atto che Schlein aveva dichiarato da Venezia arriverà un messaggio per Giorgia Meloni. Ecco, il messaggio è arrivato".
La maggioranza, dunque, tira un sospiro di sollievo. E inverte il trend del referendum sulla giustizia che solo due mesi fa aveva visto il centrodestra pesantemente sconfitto. Una batosta che ha avuto ripercussioni sul governo e che ha dato benzina al campo largo.
Un voto, insomma, da cui il governo guidato da Meloni esce puntellato dopo le ultime settimane di scossoni. Così inatteso che quando sono arrivati i primi exit poll la premier ha scritto un whatsapp alquanto eloquente al senatore Raffaele Speranzon, coordinatore veneto di Fdi: "Vincere al primo turno sarebbe un miracolo mondiale". Segno che anche nel centrodestra aveva dato credito ai sondaggi.
Una tornata amministrativa che premia in particolare anche Forza Italia, con il coordinatore calabrese Francesco Cannizzaro eletto sindaco di Reggio Calabria (l'altro capoluogo di regione al voto) in quello che è l'unico ribaltone della tornata amministrativa. "Forza Italia - dice il segretario azzurro Antonio Tajani - cresce ovunque. Si illudeva chi riteneva la sinistra pronta a diventare forza trainante del Paese". Esulta anche Matteo Salvini, soddisfatto del risultato della Lega che "conquista sindaci in tutta Italia". Il leader del Carroccio, però, deve fare i conti con il risultato di Vigevano, comune alle porte di Milano di oltre 60mila abitanti e centro industriale di livello nazionale. Roccaforte della Lega ormai dal 2010, infatti, Vigevano è stato l'unico comune dove ha corso Futuro nazionale, il movimento di Roberto Vannacci nato dopo la fuoriuscita del generale dal Carroccio. Il candidato sostenuto da Fn, infatti, è arrivato al 14% togliendo dunque un discreto pacchetto di voti alla Lega e agli altri partiti del centrodestra. Si tratta di un voto che non ha alcuna valenza statistica, certo. Però è comunque un segnale da non sottovalutare.
La vittoria a Venezia, dunque, può contribuire a invertire il vento della narrazione post-referendum. E, forse, anche dare un'accelerazione alla riforma della legge elettorale sui cui tanto preme Meloni. Per questa mattina, infatti, è in programma un'altra riunione tecnica degli sherpa di Fdi, Forza Italia, Lega e Noi Moderati per le ultime limature, con l'obiettivo di un primo via libera della Camera entro l'estate.

